MOLTI ENTI E SOCIETA’ PUBBLICHE PRODUTTRICI DI SOFTWARE ISTITUZIONALE PER WINDOWS NON HANNO FINORA RITENUTO DI PUBBLICARE VERSIONI ANCHE PER GNU/LINUX O MULTIPIATTAFORMA, ESCLUDENDO DI FATTO PRIVATI CITTADINI, IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI DALL’ACCESSO LIBERO AI SISTEMI INFORMATICI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PER FAR FRONTE AD ADEMPIMENTI BUROCRATICI E GIURIDICI OBBLIGATORI; PER ESSI INFATTI SONO RICONOSCIUTI, IN MODO ILLEGITTIMO, SOLO SISTEMI OPERATIVI MICROSOFT WINDOWS.
L’AUTORE CONDANNA FERMAMENTE QUESTO SCANDALOSO COMPORTAMENTO DELLA P.A., E SI AUGURA CHE QUESTI ENTI E SOCIETA’ RENDANO FINALMENTE DISPONIBILE L’ACCESSO AI CITTADINI CHE, DI PIENO DIRITTO, UTILIZZANO INVECE SISTEMI OPERATIVI ALTERNATIVI A MS WINDOWS (CHIUSO E PROPRIETARIO).
GLI UTENTI SONO CALOROSAMENTE INVITATI A SOLLECITARE LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE A CONSENTIRE IL LIBERO ACCESSO ALLE LORO PROCEDURE CON SISTEMI ALTERNATIVI A WINDOWS, NONCHE’ AD UTILIZZARE IN PRIMA BATTUTA, LADDOVE DISPONIBILE, SOFTWARE RILASCIATO ANCHE PER GNU/LINUX.
LA GUIDA SEGUENTE SI RIFERISCE INFATTI A “TRUCCHI” NON UFFICIALI PER I QUALI NON E’ MAI GARANTITA AL 100% LA COMPATIBILITA’ CON LA PROCEDURA UFFICIALE PER WINDOWS STABILITA DAL PRODUTTORE DEL SOFTWARE, NE’ CON IL RISULTATO IN TERMINI DI FORMATO E/O DI CONTENUTO DELLA PROCEDURA IN AMBIENTE WINDOWS, E CHE NON POSSONO MAI CON CERTEZZA E COMPLETEZZA SOSTITUIRE A TUTTI GLI EFFETTI L’AMBIENTE PER I QUALI SONO ORIGINARIAMENTE CONCEPITI.
*** GUIDA INCOMPLETA ***
- Alcune funzioni non sono utilizzabili
- le pratiche non vengono salvate e scaricate con successo
- il programma in certe situazioni si impianta con un perenne cursore occupato
- mancanza di verifica globale di funzionamento
Il programma Fedra serve principalmente a redigere ed eventualmente spedire moduli informatizzati di pratiche camerali all’ufficio del Registro delle Imprese presso la C.C.I.A.A.
Esso è prodotto da CedCamera/Infocamere in versione solo per windows ed è basato sull’accoppiata Visual Basic (ver. 3.0) e MS Access. E’ un programma piuttosto datato che Infocamere sta progressivamente sostituendo con FedraPlus, programma simile ma dalle caratteristiche abbastanza diverse.
N.B. Questo programma non è disponibile per tutti, ma è riservato ai SOLI utenti registrati sul sito InfoCamere che necessitano di predisporre le suddette pratiche.
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Prima di continuare la lettura si prega di prendere conoscenza delle CONDIZIONI DI UTILIZZO ed accettarle.
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PREPARAZIONE E INSTALLAZIONE
Nella guida, per evitare ripetizioni che potrebbero ingenerare confusione e per una migliore manutenibilità della guida stessa, si assumeranno le seguenti condizioni:
- con $HOME si identifica la directory /home/[utente] : dove [utente] è lo user name (senza parentesi) sulla macchina linux dell’operatore;
- la directory utente di wine in cui sarà installata l’emulazione di windows per questo programma ($HOME/.winefedra) sarà indicata come $BASEDIR
Verificare di avere installato il programma wine, altrimenti installarlo preferibilmente dai pacchetti in uso della propria distribuzione o, in mancanza, da sorgenti (in tal caso leggere le istruzioni di compilazione sul sito del programma); verificare sul sito stesso di avere la versione stabile più recente o quantomeno una ragionevolmente recente, se si vuole usare un pacchetto precompilato.
Create una nuova directory utente per wine (installazione pulita, senza programmi di altri produttori) con il comando:
WINEPREFIX=$BASEDIR wineprefixcreate
IMPORTANTE: anche se nel prosieguo non dovesse essere esplicitamente indicato, ricordarsi di inserire SEMPRE
WINEPREFIX=$BASEDIR
davanti a wine nomedelprogramma.exe ogni volta che si avvia un programma di questo articolo con wine o altro programma che ad esso si riferisce (altrimenti tale programma sarà installato o avrà effetti sulla directory $HOME/.wine predefinita).
Il programma di Fedra (al momento alla versione 5.9.0) si scarica dopo essersi registrati ed autenticati a partire dal sito di Telemaco Infocamere, scegliendo la linguetta software e proseguendo nelle finestre del sito.
Per comodità conviene scaricarlo già nella directory $BASEDIR/drive_c/ (che è l’equivalente in ambito wine della directory C:\ di windows)
Digitate WINEPREFIX=$BASEDIR winecfg e selezionate come sistema operativo windows 3.1 (o verificate che lo sia già); questo perché Fedra fa un massiccio utilizzo anche di librerie Win16 (a 16bit, come l’antidiluviano Windows 3.1), win3.1 sembra il miglior compromesso, ma si può provare anche con win95 o win98.
Installate Fedra, con WINEPREFIX=$BASEDIR wine fedra590.exe (verificate che fedra590.exe sia ovviamente nella directory corrente, altrimenti recatevicisi o indicate il programma .exe comprensivo della directory in cui si trova).
Proseguire con l’installazione tipica, seguendo le istruzioni a video.
Il programma viene installato nella directory $BASEDIR/drive_c/WFEDRA/.
NOTA: Fedra per fortuna NON copia automaticamente le proprie librerie .ddl e .VBX nella directory di sistema windows/system32.
Al momento dell’avvio può accadere (es. se si preme su “importa”, per importare una configurazione) che appaia un errore per la mancanza della libreria DDEML.dll
Questa libreria è fornita da wine in modo non autonomo ma come parte integrante di user32.dll richiamata da una sorta di stub di nome ddeml.dll16; pertanto basta creare un link simbolico:
ln -s /usr/lib/wine/ddeml.dll16 $BASEDIR/drive_c/WFEDRA/BIN/ddeml.dll
Si consiglia di verificare con WINEPREFIX=$BASEDIR winecfg – linguetta grafica – che le finestre non siano gestite dal window manager (altrimenti togliere la spunta ad “Allow the window manager to control the windows”, permettendo quindi la gestione nativa di wine delle finestre).
NOVITA’: a partire dal 19/07/2007 è stato messo a disposizione un’aggiornamento di nome fedralkp.exe, che dovrebbe integrarsi con il programma principale, per le pratiche dirette verso la nuova CCIAA di Monza e della Brianza. In tal caso si consiglia di seguire le istruzioni annesse al sito di scaricamento del programma stesso, senza dimenticare ovviamente l’apposizione del prefisso WINEPREFIX=$BASEDIR quando si esegue il programma di aggiornamento del database fedra.mdb.
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AVVIO
Recarsi nella sottodirectory BIN della directory di installazione del programma ($BASEDIR/drive_c/WFEDRA/BIN/)
Avviare il programma con
WINEPREFIX=$BASEDIR wine WFEDRA.EXE
CONSIDERAZIONI:
Il programma non è che sia poi il massimo, effettivamente non va più in crash ritornando ex-abrupto a linea di comando, ma la stabilità di funzionamento è problematica.
Durante la creazione di una pratica se si seleziona un punto dall’indice pratica può capitare che il cursore resti fermo nell’icona di occupato e non si sblocchi più (non si sa se sta elaborando chissà cosa o si è impiantato); sulla linea di comando appare un "fixme:hook:SetWindowsHookEx16 hook type 1 broken in Win16"; Se si preme ancora su seleziona il programma va in crash dopo aver mostrato un errore mooolto chiaro di "type mismatch" (sono ovviamente ironico).
Non si capisce neanche se manchi una libreria e quale …
Qualche riferimento all’errore in casi simili è qui e qui con il relativo bug
In generale ho notato che se si compilano tutti i campi necessari è abbastanza funzionante, se si lascia indietro qualcosa è facile che, invece di dare un errore, come tutti i programmi normali, si impianti senza una ragione …
L’ultimo problema è che serve una configurazione funzionante della stampante in wine, perché il programma _esige_ di stampare subito quando la pratica è terminata … mah …
L’unico riferimento attuale che ho trovato nella Wine user guide è questo. Si tratta praticamente di usare il comando lpr per la stampa, dopo avere ovviamente configurato da GNU/Linux la stampante con il sistema di stampa CUPS (il problema è capire, all’interno di wine, come può essere richiamato il comando suddetto, e come si gestiscono praticamente le porte USB; presumibilmente una volta cofigurata la stampante in GNU/Linux tramite CUPS non dovrebbero esserci problemi di riconoscimento con wine). In ogni caso si consiglia la lettura di tutta la guida, che chiarisce anche come gestire le porte parallele (/dev/lp0 corrisponde a LPT1: di windows)
P.S. Per le vecchie versioni di wine (precedenti al 2005, circa) quando il registry stile windows non era utilizzato e la configurazione era contenuta in un file testuale in .wine/config una guida è qui, ma come detto, non è più attuale.


[...] CAMERA DI COMMERCIO – FEDRA è ora parzialmente funzionante; per vedere la guida recarsi qui. [...]
Da: Software di Enti pubblici che non funziona con GNU/Linux « pensieri sparsi per sopravvivere alla giungla burocratica su 25 Giugno 2007
alle 16:54
Ciao,
volevo segnalarti un articolo sul mio Blog, alcune considerazione su Linux da parte di un NON-tecnico ma di un utente finale.
http://romacogitans.wordpress.com/2007/06/26/open-letter-to-the-open-source-community/
Tu ed i tuoi lettori fatemi sapere cosa ne pensate.
RomaCogitans
Da: romacogitans su 26 Giugno 2007
alle 14:08
Indubbiamente quanto dici è molto ragionevole se si pensa ad un comune utente.
Molti usufruitori del mezzo informatico beneficiano di un computer e dei programmi su di esso installati allo stesso modo del frigorifero, del televisore, della macchina ecc..
Non c’è niente di male a non sapere come funzionano i circuiti interni di una radio-sveglia e come programmare il microcontroller dei suoi circuiti, dice del resto la maggior parte della gente …
Stranamente ad una parte dell’utenza interessa invece moltissimo sapere come funziona il suo computer, come interagisce con gli altri, e che combinano veramente i programmi che ha installato: è per questa ragione soprattutto che GNU/Linux sta avendo questo gran successo ed è uscito dalla nicchia.
Ci sono però grossi problemi da affrontare:
1) l’ignoranza (a livello di non-conoscenza delle alternative): una certa società ha fatto credere a generazioni di utenti che anche una nonnina senza alcuna competenza e senza voglia di leggere alcuna documentazione potesse accedere e usare senza problemi il mezzo informatico: gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: utenti in crisi quando non funziona qualcosa (che pur a parole sembrava essere “plug&play”); utenza che inorridisce a vedere qualcosa di anche prossimamente vicino ad un “manuale”; la non responsabilizzazione che comporta l’installare quello che capita o il cliccare dove capita (e si veda la valanga di spyware, virus, worm, catene di Sant’Antonio ecc..);
2) (questo lo si vede tutte le volte anche sui commenti di punto informatico) la sottovalutazione dei diritti delle c.d. minoranze informatiche: gli enti pubblici che si permettono di parlare di “disabilità tecniche” per coloro i quali dispongono di un sistema operativo diverso da quello maggioritario (come se gli anormali fossimo noi ..); le società pubbliche e gestori di servizi pubblici che creano sedicenti portali non certo gratis in cui l’accessibilità non esiste e si violano tutte le regole riguardanti il rispetto della standardizzazione di organizzazioni internazionali riconosciute, perché va di moda magari l’ultimo (e incompatibile con gli altri) ritrovato Microsoft, come se in autostrada accettassero solo auto e di una precisa marca e modello; il fatto che non poche persone tra il pubblico non trovino niente di sbagliato in tutto ciò (credo che sia la cosa più grave: si dice “ma in fondo siete una minoranza, non potete pretendere che ci si adegui a voi”)
3) in terzo luogo c’è senz’altro un margine di ignoranza interessata e in malafede, e riguarda, più che gli utenti che si fanno abbindolare dai FUD di Microsoft, da quelli che con Microsoft ci guadagnano pesantemente: si pensi alle case di software produttrici per Windows e relativi distributori, a chi ha una rendita di posizione culturale nella conoscenza dei prodotti MS e la sfrutta per tirare a fine mese, dirigenti i cui meccanismi decisionali magaaari sono “oliati” da certe organizzazioni, che dispongono di svariati fondi, per preferire certi prodotti commerciali chiusi e proprietari, rispetto ad equivalenti di valore magari superiore, ma che non hanno quel “più” da offrire …
Tu parli di integrazione tra nuovi mezzi di comunicazione di massa e PC, indubbiamente si va verso questo, ma siamo sicuri che la facilità d’uso portata all’eccesso, ovviamente con una buona dose di barriere di cui sono o saranno infarciti questi dispositivi (DRM per le militazioni di uso dei mezzi digitali, Trusted-Computing per decidere come devi usare il tuo apparecchio, installazione di programmi di pubblicità e/o spionaggio per profilazione del cliente, massiccia riduzione della privacy per ragioni contingenti o per l’emergenza di turno quelaunque essa sia) portano una maggiore consapevolezza nell’uso, e non invece, come credo, ad una maggiore superficialità?
In ogni caso la riga di comando non è un obbligo, se la distribuzione lo permette si può evitare di usarla, ma perché impedire l’esercizio di libertà che ciò comporta, per chi la desidera?
Se GNU/Linux dovesse rinunciare ai suoi capisaldi per diventare una versione annacquata e iperfacile di Windows, per cui chiunque senza alcuna voglia di leggere manuali, guide o how-to potesse usarlo immediatamente, non credo che col tempo conserverebbe la sua natura di iperconfigurabile, di modulare, di estremamente flessibile, di più sicuro della media.
Oltretutto considerando che potenzialmente non ci sono limiti a cosa si può fare, a differenza di un prodotto proprietario alla Windows che mette dei chiari paletti all’utente in merito al funzionamento dei suoi programmi e delle sue apparecchiature, l’utente si renderebbe conto in fretta di avere una versione castrata e probabilmente passerebbe a qualcosa di più evoluto.
O altrimenti userebbe Linux come usa Windows (beneficiando dell’1% delle sue funzionalità), ma continuerebbe a lamentarsi perché le sue cose non funzionano (può essere l’enciclopedia in VB, il giochino DirectX, il gestionale cobol o .NET ..) e ritornerebbe schifato indietro.
Per quanto riguarda il supporto commerciale, già diverse distribuzioni e non poche PMI italianissime anche molto valide offrono l’assistenza e il supporto per soluzioni informatiche anche libere su hardware ovviamente certificato e testato. Si tratta solo di essere disponibli a pagarne il costo (stranamente per Windows preinstallato uno è disposto a pagare chissà quali cifre, ma per GNU/Linux vuole avere tutto gratis: la licenza GPL non parla di necessaria gratuità)
Per quanto riguarda il database, sarebbe un lavoro immane, considerando le diverse possibilità di configurazione, i diversi stock di merce venduta nei negozi, i diversi assetti strutturali e i diversi strumenti a disposizione delle distribuzioni, le modifiche alla struttura del kernel e il cambiamento di API di anno in anno che comporta una continua verifica di funzionamento di un dispositivo (esempio personale: un lettore di smart card della Omnikey che funzionava col kernel 2.4 e fino al 2.6.15 ora non funziona più perché nessuno lo mantiene essendo cessata la produzione di quell’aggeggio).
Per il resto direi che concordo con i tuoi lettori dei post precedenti.
Da: LukenShiro su 26 Giugno 2007
alle 15:46